Museo Stibbert: storia, collezioni e leggende

 In turismo

Situato a 12 minuti dal Relais Stibbert vi è il museo Stibbert, uno dei musei più affascinanti del centro di Firenze. La struttura è un importante esempio del fantasioso stile ottocentesco in cui vi lavorarono alcuni fra i migliori artisti fiorentini dell’epoca.

Museo Stibbert: il museo dalle mille meraviglie

Nel cuore del centro di Firenze, vi è uno dei musei più significativi dell’ambiente culturale fiorentino, Il museo Stibbert.

In uno stile ottocentesco, il museo si mostra come una struttura sontuosa ed imponente che cela mille meraviglie come le sue numerose collezioni, punto focale del vasto progetto del suo realizzatore, Frederick Stibbert (18381906).

Egli era un visionario di origine inglese che restaurò la villa della madre toscana per farne un esempio dello stile ottocentesco e del suo amore per la città di Firenze, alla quale, dopo la sua morte, lasciò questa sua grande opera, con il parco e le ricche collezioni. Nacque così la fondazione che oggi apre le porte del museo al pubblico.

Storia del museo

All’ambizioso progetto del museo parteciparono alcuni dei migliori artisti del panorama artistico ed architettonico fiorentino dell’epoca, come:

  • L’architetto  Giuseppe Poggi
  • I pittori Gaetano Bianchi e Annibale Gatti che eseguirono numerosi affreschi
  • Lo scultore Augusto Passaglia
  • Questi diedero vita a sale sontuose di molteplici stili tra cui neo-gotico e neo-rinascimentale. Oggi è, probabilmente, l’esempio più importante di museografia ottocentesca in città con cospicue quantità di oggetti d’arte, dai dipinti agli arredi, dagli antichi abbigliamenti ad armature. Sono proprio le ultime ad essere oggetto di interesse e per turisti e per gli abitanti. La sezione più impressionante delle collezioni, infatti, è sicuramente quella delle armature per ricchezza e per la scenografia con cui sono state esposte.

    Le collezioni del Museo

    Il progetto di Stibbert si articolò nel corso degli anni. Attualmente l’intera collezione è costituita da oltre 36 mila numeri di inventario, per circa 50 mila oggetti. Per la maggior parte esposti, frutto del nucleo originale lasciato da Stibbert alla sua morte ma incrementato da vari doni e acquisti posteriori.

    Tra il 1860 e la fine del secolo, Stibbert mise insieme un gran numero di pezzi da collezione, per lo più armature. Di notevole rilevanza sono le armi bianche e da fuoco dei secoli XVIXVIII, del ‘300 e altri rinvenimenti archeologici del ’800. Di numero più elevato sono le armature risalenti al ‘500, provenienti da scuole italiane, tedesche e francesi. Ciò che stupisce di questa sezione, come le altre in cui compaiono le armature, è l’attenzione con le quali sono state raccolte ed esposte. 

    2 sale sono interamente dedicate all’esposizione di armi islamiche provenienti dal Vicino e dal Medio Oriente. Un primo nucleo, probabilmente, erano già presenti come collezione privata del realizzatore, appartenenti al nonno di Stibbert, che era comandante delle forze della Compagnia delle Indie e Governatore del Bengala durante la seconda metà del ‘700.

    Altre 3 sale ospitano un’ampia armeria giapponese, in origine, furono pensate per accogliere materiali medievali europee, ma successivamente, nel 1880, Stibbert iniziò ad interessarsi agli armamenti dell’estremo oriente, in concomitanza con la riapertura del Giappone ai mercati esterni dopo il 1868. Questa collezione vanta pezzi considerevoli tali da collocarsi tra le più importanti anche per il Giappone. La raccolta conta infatti:

    • 95 armature complete
    • 200 elmi
    • 285 tra spade corte, lunghe e asta
    • 880 tsuba, cioè i guardamano delle sciabole

    Tutti gli oggetti si collocano tra il periodo Momoyama ed il periodo Edo (dal 1568 al 1868) altri anteriori, della seconda metà del XIV secolo.

    La quadreria è caratterizzata da un gran numero di ritratti in costume d’epoca compresa tra il XVI e il XVIII secolo. Molte delle sale del museo espongono dipinti il cui pregio è la testimonianza viva del costume sia civile che militare

    I dipinti esposti in sezione Quadreria sono di bellezza inimitabile come ad esempio 

    • I ritratti medicei 
    • Le serie di nature morte esposte nella sala da pranzo

    Il nucleo più antico annovera: 

    • Ritratto di Francesco dei Medici del Bronzino.

    Nell’immensa collezione di costumi e dipinti vi è anche la sezione di oggettistica, tra cui le porcellane e ceramiche

    La raccolta che più suscita interesse è quella ottocentesca e Tschudy, collocata al museo nel 1914, che raccoglie antichi pezzi di varie manifatture. Annoveriamo la collezione di serviti di Ginori del 1750.

    La collezione del museo di costumi, viene esposta secondo una linea temporanea, come per tutti gli altri reperti, e secondo una linea d’ispirazione. Per quanto riguarda la provenienza, i reperti non si limitano a materiali europei, ma spazia fino al vicino, medio ed estremo Oriente. L’esposizione di ogni sala comprende materiali pregiati provenienti dall’India, armamenti ed abiti dalla Cina, dal Giappone e dalla Corea

    Per la sezione europea vi sono esemplari del periodo settecentesco sino al primo Impero, avendo come termine ultimo la figura di Napoleone I, per il quale Stibbert nutriva una grande passione tale da aggiungere una sala interamente dedicata al “piccolo costume d’Italia”.

    Notevole, infatti, è l’abito indossato dall’Imperatore per l’incoronazione al regno. Mostra lo splendore degli anni napoleonici nel pregio dei materiali e dei colori, il verde simbolico dell’Italia e le decorazioni, come le palme, spighe, api e l’iniziale napoleonica che ne distingua l’appartenenza. 

    I misteri del Museo Stibbert

    In un luogo così pieno di meraviglie e passioni coltivate nei secoli si celano oscuri segreti e significati esoterici.

    Il giardino del museo, ad esempio, è un luogo che non lascerà insoddisfatto un visitatore curioso. Circonda le spalle del museo e racchiude in sé i misteri che aleggiano su Firenze, intrisi di storie antiche e folklore.

    Nel 1859 Stibbert dette a Giuseppe Poggi l’incarico di ristrutturare la villa e di sistemare il parco circostante. Inspiegabilmente, Poggi, fece abbattere le precedenti mura medievali per inserire all’interno del parco percorsi allegorici con statue e colonne decorative, facendo sì che questo percorso terminasse ad un tempietto egizio.

    Il panorama che ivi si prospetta è un tempio che sembra sospeso sull’acqua e alla cui guardia ci sono 2 statue di sfinge egizie. Un intrecciarsi di simbologie , tra la sacralità idolatra del tempio egizio e il misticismo dell’isola in mezzo al lago che richiama alla mente Avalon, isola mitologica della leggenda di Re Artù.

    Fu anche ricreato all’interno del parco del Museo Stibbert l’angolo di un cortile veneziano , rivestito in marmo bianco e con un centro grande pozzo ovale, furono sviluppati nuove essenze e creati nuovi scorci e punti di vista che affascinassero i visitatori con uno spirito più romantico.

    Come Arrivare

    via Federigo Stibbert, 26 Firenze

    Il parco è aperto al pubblico gratuitamente con i seguenti orari:

    • Aprile-Ottobre 8.00-19.00
    • Novembre-Marzo 8.00-17-00

    Il parco resta chiuso

    • tutti i giovedì
    • 1 gennaio
    • domenica di Pasqua
    • 1 maggio
    • 15 agosto
    • 25 dicembre

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