Firenze e la Galleria dell’Accademia: il museo delle meraviglie

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La Galleria dell’Accademia di Firenze, a pochi passi dal Relais Stibbert, è uno dei musei più significativi della città e quarto in Italia per numero di visitatori dopo gli Uffizi. Espone il maggior numero di sculture di Michelangelo al mondo (ben sette), fra cui il celeberrimo David, e opere pittoriche a fondo oro. Per ultima sezione e non per importanza è il museo degli strumenti musicali, in cui sono esposti manufatti appartenenti alla collezione storica del conservatorio Luigi Cherubini.

La fondazione e la storia della Galleria dell’Accademia

Nel 1784, nei locali dell’ospedale di San Matteo e del convento di San Niccolò di Cafaggio, il granduca Pietro Leopoldo di Lorena rifondò l’Accademia di Belle Arti, riunendo varie istituzioni tra le quali l’antica Accademia delle Arti del Disegno, fondata nel 1563 da Cosimo I de’ Medici. Al nuovo ente deputato all’insegnamento dell’arte venne affiancata una galleria in cui gli studenti avrebbero potuto trovare opere d’arte (originali e riprodotte) su cui basare la conoscenza, lo studio e l’imitazione per la propria formazione artistica. In quella che era la galleria maschile dell’exospedale, oggi parte dell’Accademia lungo via Cesare Battisti, vennero collocati i gessi, i disegni e i modelli vari, mentre in quella che era stata la corsia delle donne (attuale Gipsoteca Bartolini/Salone dell’Ottocento) vennero sistemati i dipinti.

Il nucleo originario della galleria comprendeva quindi 2 grandiosi modelli in gesso originali del Giambologna (il Ratto delle Sabine, ancora in loco, e l’Allegoria di Firenze che domina Pisa, oggi in Palazzo Vecchio), una serie di calchi in gesso moderni di opere classiche e una quadreria che nasceva dalle raccolte dell’Accademia del Disegno, con molte opere di ex-affiliati, tra cui i grandi maestri fiorentini del Manierismo. Successivamente la quadreria si preparò a ricevere l’ingresso di numerosi dipinti provenienti da conventi, monasteri e altre istituzioni religiose soppressi da Pietro Leopoldo nel 1786 e da Napoleone nel 1810.

Successivamente, la Galleria intraprese nuove acquisizioni. Svolta decisiva, tuttavia, fu nel 1872, quando si decise di trasferirvi il David di Michelangelo, sottraendolo ai pericoli della collocazione originaria all’aperto in piazza della Signoria. Per la grande statua venne incaricato l’architetto Emilio De Fabris di costruire una nuova Tribuna scenograficamente posta al termine della Galleria dei Quadri antichi, con l’illuminazione propria garantita in alto da un lucernario. Nell’agosto del 1873 la statua venne imbracata in un complesso carro ligneo e scorse su rotaie per le vie del centro fino all’Accademia, dove restò però chiuso nella sua cassa per ben 9 anni, in attesa del termine dei lavori alla Tribuna. Ad oggi è collocata al centro della sala ad esso dedicata.

Come raggiungere la galleria dell’Accademia dal Relais Stibbert:

  • Procedi in direzione ovest su Via Raffaello Lambruschini (53 m)
  • Alla rotonda prendi la 1ª uscita e prendi Via Gianfrancesco Pagnini (170 m)
  • Svolta a sinistra e prendi Piazza Ludovico Antonio Muratori (50 m)
  • Continua su Via dello Statuto (450 m)
  • Continua su Viale Filippo Strozzi (220 m)
  • Svolta tutto a destra e prendi SS67 (29 m)
  • Svolta a sinistra e prendi Viale Filippo Strozzi/SS67
  • Continua su Viale Filippo Strozzi (51 m)
  • Svolta a sinistra e prendi Via Giuseppe Dolfi (120 m)
  • Prosegui dritto su Piazza della Indipendenza (110 m)
  • Svolta a destra e prendi Piazza della Indipendenza/Via Santa Caterina D’Alessandria (110 m)
  • Svolta a sinistra e prendi Via Ventisette Aprile (270 m)
  • Continua su Via degli Arazzieri (99 m)
  • Svolta a destra e prendi Via Camillo Cavour (7 m)
  • Svolta leggermente a sinistra per rimanere su Via Camillo Cavour (25m)
  • Svolta a sinistra e prendi Piazza di San Marco (74 m)
  • Svolta a destra e prendi Via Ricasoli
  • la destinazione è sulla sinistra.
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